Dopo decenni passati a sentirci dire che il caffè ci avrebbe ridotto il cuore a un tamburo rotto, i ricercatori cinesi hanno deciso di chiudere la questione spiando 461.586 persone per tredici anni. Tre tazze al giorno è il top e la depressione se ti vede al bar, cambia marciapiede. Se ne bevi quattro sei già sul cornicione, e dalla quinta in su il rischio di disturbi dell’umore ricomincia a salire più velocemente del prezzo della benzina. Vale tutto, persino il decaffeinato, quella bevanda triste che sta al caffè come la birra analcolica sta alla gioia di vivere. E pare che i benefici siano più pronunciati negli uomini, forse perché un maschio con tre caffè in corpo si sente un leone, mentre con cinque diventa un chihuahua sotto anfetamine che cerca di spiegare il fuorigioco alla suocera. Tra blocchi navali e canali intasati come lavandini dopo il cenone, e “stretti” che diventano valichi impossibili, il vero lusso non sarà più la salute mentale, ma trovare una miscela che non costi come un rene al mercato nero. Quindi godetevi la terza tazzina finché potete: se la depressione non ci prende grazie alla chimica, ci penserà il portafoglio vuoto a riportarci con i piedi per terra. Salute e fermatevi al terzo caffè, che al quarto si inizia già a parlare col gatto.
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