







Ogni sera mi siedo sul divano e fisso nel vuoto come un filosofo esistenzialista che ha appena visto il saldo del conto corrente, mi rendo conto di avere sempre qualcosa da imparare, tipo che se compri l’avocado lunedì, martedì è già diventato un reperto archeologico senziente. C’è sempre qualcosa da dimenticare, come quella figura di fango fatta in terza media o il fatto che ho risposto “anche a te” al cameriere che mi augurava buon appetito. E soprattutto, ci sono molte cose per cui ringraziare. Davvero. Ringrazio profondamente il correttore automatico che trasforma i miei insulti in florilegi botanici, ringrazio il metabolismo che a trent’anni ha deciso di andare in pensione anticipata lasciandomi a gestire i carboidrati da solo, e ringrazio quel briciolo di forza di volontà che mi impedisce di mandare tutto all’aria e andare a vivere in una comune agricola in Islanda a tosare pecore. Alla fine della giornata siamo tutti un po’ così: sospesi tra la crescita personale e il desiderio ancestrale di addormentarci vestiti sul divano con la TV accesa su un documentario sui serial killer. Ed è bellissimo, o forse è solo la stanchezza.








C’è un’eleganza silenziosa che non passa dagli occhi, ma sfiora l’anima come una scia invisibile e persistente. Proprio come un profumo prezioso vaporizzato sulla pelle nuda davanti allo specchio, quello che siamo davvero non ha bisogno di gridare per farsi notare: si diffonde nell’aria attraverso l’energia che emaniamo, la gentilezza che regaliamo e l’autenticità dei nostri gesti. Non sono i fronzoli o le apparenze a definirci, perché la vera bellezza risiede in ciò che riusciamo a trasmettere agli altri senza dire una parola. È quell’impronta unica e impalpabile che lasciamo dietro di noi a dare un valore immenso e autentico a chi siamo, trasformando un semplice istante quotidiano in un incanto senza tempo.

BLOG di MONELLACCIO19
Il ponte tra la disperazione e la speranza, è una buona dormita. Poi scopri che la speranza è una buona prima colazione, ma una pessima…cena!
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Qualcuno ci rammenta che il tempo passa, ma non ci accorgiamo che siamo noi a…passare.
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